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IL LIBRETTO DELLE ISTRUZIONI


Sono tornata! Ce l’ho fatta!
Sono stata lontana dal sito, e dall’editoriale, a causa di una operazione occorsa a mio figlio piccolo. Una sciocchezza a detta dei dottori; quasi la fine del mondo per me.
Tutto è andato per il meglio e per il momento attendiamo il termine della convalescenza, ma questo piccolo intervento ha scatenato una furia di sentimenti e preoccupazioni quasi insopportabili. Perché? Perché è naturale per un genitore preoccuparsi.
Da questa esperienza è nata una riflessione e ho deciso di condividerla.
La frase chiave è questa ( direttamente proferita al termine della degenza in ospedale ): “ Perché prima di avere un figlio nessuno ti avverte di come sarà la tua vita e l’insieme dei sentimenti che susciterà in te ? “
Forse perché è impossibile descrivere quello che succede dentro il tuo cuore ogni volta che qualcosa riguarda la vita di tuo figlio.
I pensieri. Le preoccupazioni. Quelle sì che ti distruggono. Non le problematiche in sé: quelle si affrontano come ogni altra preoccupazione del quotidiano, piccola o grande che sia. E’ il senso di impotenza che ti uccide.
Mi riferisco alla impotenza di intervenire e alla ineluttabilità del tuo stato di “attesa”. Già perché puoi solo “attendere”. Puoi darti da fare, essere premurosa, essere perfino perfetta sia tecnicamente che spiritualmente, ma non puoi fare ciò che realmente vorresti fare: liberarlo da tutto. Vorremmo attirare su di noi la sventura, il problema, la sofferenza ed evitargli qualsiasi peso. Ma no! Noi stiamo bene! Siamo in ottima salute psico-fisica mentre lui ( o lei ) soffre!!!
So bene che gli avvenimenti della vita contribuiscono alla sua crescita spirituale e che sarebbe un danno maggiore privarlo delle esperienze che questo mondo ha in serbo per lui, ma questo senso di impotenza ti distrugge dentro, in un modo che solo un genitore può comprendere cosa significhi. E questo vale a partire dal raffreddore fino a problemi molto più seri.
Ma tutto ciò non ti viene comunicato in alcun modo quando accogli una nuova vita.
Non credo che avvertire gli ignari genitori scoraggerebbe la natalità mondiale.
Per contro neppure ti avvertono delle immense gioie ed esperienze che vivi quotidianamente con una casualità talmente perfetta che non ci si può non render conto che si tratta di un disegno ben progettato. Mi riferisco alla opportunità di veder crescere una creatura, di veder sviluppare la sua individualità e il suo talento a 360 gradi. Mi riferisco anche agli abbracci, ai baci e ai sorrisi, al sentirsi chiamare mamma o papà ( “ ma proprio io? Che ancora sono una bambina ?” ). Mi riferisco alla opportunità di vivere una esperienza di amore Assoluto. E con questa frase ho detto T-U-T-T-O.
Ciao