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GATE TO CITY OF THE SUN

RIFLESSIONI SU MADRID

PAROLE IN LIBERTA’

            Sono passati ormai diversi giorni dalla strage di innocenti avvenuta a Madrid. Giorni che ho utilizzato per cercare di riflettere. Per cercare di elaborare lo sdegno, lo sgomento e la paura.

            Ho osservato i notiziari. Ho visto atroci immagini divulgate con trionfalismo dalle reti nazionali, vittoriosi di essere i primi depositari della figura della morte straziata.

            Quasi tutti ormai si sono fatti la fatidica domanda: perché.

Non so dare risposta, né a voi né a me stesso. Posso pormi con spirito umile ma critico di fronte agli avvenimenti che da qualche anno condizionano la nostra vita. Qualche anno……. Per molti esseri umani dovremmo parlare di decenni, ma noi dei paesi “democratici” abbiamo la “fortuna” di essere toccati da vicino da queste tragedie solo da qualche tempo.

            Appena avvenuta la tragedia, attribuita inizialmente all’ETA, quest’ultima si affretta a negare e a discolparsi: “NO, stavolta non siamo proprio stati noi!!!!”. Come quasi si stesse svolgendo un dialogo aperto fra rappresentanti dell’ETA e rappresentanti governativi. Come se si stessero telefonando. Come se si telefonassero tutti i giorni.

            Tutto il mondo era terrorizzato di sapere quello che poi sembra essersi rivelato esatto: i musulmani hanno colpito ancora. E tanti sono usciti allo scoperto dicendo di avere visto, di avere notato, di avere indicato. E per fortuna ogni tanto qualche artificiere si sbaglia con il conteggio dell’orario!!!

            Impossibile notare l’ovvio: le imminenti elezioni spagnole.

            Non sono un’aquila in fatto di politica, ma la domanda più semplice possiamo farcela tutti: chi ci ha guadagnato e chi guadagnerà da tutto questo?

            Dal giorno dopo la strage di Madrid, essere un musulmano in terra “democratica” significa essere osservato come un potenziale assassino, come un mostro, come un rappresentante del Male. Uomini e donne innocenti saranno additati e sospettati, così come uomini e donne innocenti sono stati barbaramente e inutilmente uccisi.

            Che cosa  ne ricaviamo da tutto ciò? Odio. Odio reciproco.

Questa moda occidentale, filo americana, di voler dividere il mondo in Bene e Male, in cui il Male è rappresentato dalla religione musulmana, sta portando all’isteria della violenza, dove morte chiama morte.

            Chi fomenta tutto ciò? E chi risponde di tutto ciò? I soggetti sono diversi e se anche al primo vorrei rispondere ma risulterei poco popolare, e sicuramente posso sbagliare opinione ( anche se non credo ), al secondo do risposta coraggiosa: paghiamo noi. Noi che alla mattina ci alziamo prima dell’alba per timbrare il cartellino. Noi che ci portiamo a casa due spiccioli utili a sopravvivere fra merendine e mucche pazze. Noi che non meritiamo la giusta protezione perché tanto siamo solo la massa. Già.

Oggi mi chiedevano: “ ma i servizi segreti non sapevano?”. Certo. Altrimenti non saprebbero fare il loro lavoro. Ma si interviene se si spara al Presidente, mica se si fanno saltare in aria 200 persone!!! 

            Sono felice di vivere in campagna. Perché hanno detto che un possibile prossimo bersaglio sarà l’Italia. Dove colpireste voi se foste terroristi disposti a tutto, anche solo ad uccidere sei o sette persone? E alla luce della risposta che vi siete dati, ritenete di essere protetti in quei luoghi? Riuscireste a piazzare inosservati una borsa? Nei luoghi che io ho in mente non c’è protezione; non c’è mai stata e, se c’è, è insufficiente.

            Fa paura? Già. E’ lo scopo finale questo. La paura.

            Ma io domani non odierò il mio vicino musulmano ( ne ho realmente di compaesani musulmani ). Lo guarderò, penserò che potrebbe avere un borsone pieno di bombe pronte allo scoppio, ma non cambierò idea: qualcuno ci vuole convincere che loro sono il Male e noi il Bene.

            Qualcuno una volta ha detto “ Chi è senza peccato scagli la prima pietra…….”  E il Tao è saggezza antica……..

            Siamo critici e siamo vigili.