Sezioni Del Sito


Rubriche


Archivio Editoriali



L'Anima e lo Spirito

Siti Interessanti




GATE TO CITY OF THE SUN
LA MAGNA CHARTA DEL WEB

 

SUMMIT MONDIALE SULLA SOCIETA’ DELL’INFORMAZIONE,
10/12 DICEMBRE 2003


Leggo solo oggi sul @lfa - IL SOLE 24 ORE - del 18/12/2003 che dal 10 al 12 dicembre 2003 si è tenuto a Ginevra il ‘Summit mondiale sulla società dell’informazione’, al quale hanno partecipato , in quanto vertice ONU, 25mila visitatori provenienti da 177 paesi distinti in rappresentanze governative, organizzazioni non governative e imprese.
Trovo di cauto interesse quanto riportato nel primo paragrafo della Dichiarazione dei principi della Società dell’informazione redatta durante il Summit. Nella sostanza, così come precisa il ministro Stanca, si tratta di aver sancito la libertà di parola, di espressione e di azione positiva dentro la rete volta “a costruire una società dell’informazione centrata sulle persone, inclusiva e orientata allo sviluppo”.
C’era bisogno di sancirlo? Ritengo di sì. La rete è un luogo troppo ricco di opportunità per non attrarre lupi famelici.
Si tratta di essere cauti nel valutare questi buoni propositi in quanto nel momento in cui la comunità mondiale sente la necessità di sottolineare principi basilari, e fondamentali, evidentemente ci sono casi in cui questi non vengono rispettati. Oppure ci troviamo di fronte alla necessità di tutelare solo formalmente ciò che di fatto stanno tentando di togliere. E mi fermi qui con le constatazioni personali.
“Chi si opporrà e offrirà alternative a queste prevaricazioni, anche da altri punti della rete, lo farà nello spirito di Ginevra” sostiene nel suo articolo il giornalista di @lfa. Questo significa che se qualcuno oscura qualche sito importante, anche governativo, non sarà perseguibile se tutela minoranze sfruttate? Non lo so. Anche perché il Summit è al suo primo appuntamento e il prossimo sarà solo fra due anni; tempi che, in rete, sono paragonabili al decennio dell’economia tradizionale.
All’interno di @lfa un lungo articolo sul Summit. Quello che mi ha fatto riflettere è il dibattito su chi, come e dove debba controllare Internet. Certo ciascun paese vorrebbe avere un ruolo chiave su questa risorsa, ma tutti d’accordo nel voler strappare il ruolo di capogruppo alla nazione grande assente del Summit, gli USA. Al limite sarà possibile, in futuro, un accordo su una o più organizzazioni sovranazionali. Certo.
Nulla è detto, tuttavia, delle reazioni di imprese e associazioni presenti al Summit.
Nel mio piccolo ho sempre pensato ad Internet come al luogo della vera e possibile democrazia dei popoli. Non a caso ci autodefiniamo “il popolo di Internet”. Ed è proprio in Internet che, a mio avviso, si potrà sperimentare la vera società globale basata sull’espressione della base in termini decisionali. Internet è una rete, e per definizione le reti non hanno un centro. Altrimenti parleremmo di “sistemi”.
Mi piace pensare ad Internet come al luogo dell’assenza di gerarchia. Non che non ci siano. Non che non esistano espressioni tecnologiche tali per cui senza di esse Internet non esisterebbe. Solo penso che se anche oggi, stasera, “spegnessero la luce”, il popolo di Internet ormai troverebbe una nuova modalità per continuare ad esistere; secondo i propri parametri, secondo i propri desideri.
E, forse, qualcuno al Summit lo ha già capito definendo la necessità, sì, di una autorità suprema, ma che si dimostri “genio della rete che nessuno riuscirà a ricacciare nella bottiglia”. Come dire, e non dire, che ormai, forse, è impossibile voler “imprigionare” il popolo di Internet.

 

In questo editoriale ho indicato con le virgolette le frasi riprese da @alfa – IL SOLE 24 ORE del 18/12/2003.