IL
NATALE FA TREMARE GLI ALBERI
Tra pochi giorni sarà Natale.
Adoro il Natale. Amo tutto quanto riguarda i preparativi
e tutto ciò che riempie le nostre giornate di atmosfera
festiva e gioiosa.
Ho sempre trovato bellissimi gli addobbi delle piazze e
delle strade, ma soprattutto amo le luci sugli alberelli
dei giardini privati. Più sono piccoli e più
sono belli.
Poi ci sono i grandi addobbi: alberi che per vederne la
punta devi quasi ricadere all’indietro, enormi e imponenti.
E poi luci a formare cieli stellati. E tappeti con vasi
colorati.
Amo i colori del Natale.
Chi non li ama del resto.
Perfino il Vaticano da anni adotta la tradizione nordico-pagana
dell’albero di Natale.
Il Papa può da giorni ammirare uno splendido raro
abete secolare addobbato di luci e festoni.
Già.
Anche nel mio Comune sono stati portati numerosi enormi
abeti addobbati e colorati.
Già.
Il Papa ha ricevuto un dono prezioso quando gli è
stato portato l’abete. Un dono talmente prezioso che
avrebbe dovuto rifiutare.
Ho sempre pensato che un uomo di Dio dovrebbe AMARE. Amare
e basta. Ogni cosa in ogni tempo. Compresa la natura. E
quindi anche le piante.
E ho sempre pensato che i pubblici poteri debbano rispettare
la collettività, e quindi anche l’ambiente
dove essa vive e prospera.
In ogni caso sarebbe loro il compito di dare il buon esempio,
di comportarsi come il buon padre di famiglia rispetto al
luogo dove viviamo: la Terra.
Ho notato subito che il raro abete donato al Vaticano era
stato tagliato. Come dire: con il tronco segato.
Anche nel mio Comune gli abeti sono stati tagliati.
Niente radici dunque. Niente possibilità di piantarli
di nuovo.
A me è parso brutto e triste.
So che in alcune città va di moda “affittare”
gli abeti, curarli adeguatamente durante le feste, e poi
restituirli al vivaista con ritorno della caparra. E’
una bella idea.
Un’altra idea banale è quella di lasciare le
radici. Personalmente mio padre avrà salvato una
decina di abeti in questi ultimi anni.
Quello che più mi disturba è che se i privati
cittadini danno il buon esempio e cambiano le loro secolari
abitudini, i pubblici poteri e i Divini poteri in Terra
ancora perseverano nel loro cattivo costume, esempio di
spreco e crudeltà. Da non imitare. Mai.
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