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L'Anima e lo Spirito

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L'Anima e lo Spirito


Ieri sera ho terminato un libro; un bellissimo e difficilissimo libro sui CHAKRA ( Cyndi Dale “Chakra la via del benessere”; Gruppo Editoriale Armenia S.p.A. ). Ho letto con molta emozione l’ultimo capitolo nel quale l’autrice ci spiega come noi siamo la diretta emanazione della Fonte Divina, di come possiamo aprirci all’intuizione ( i suggerimenti che il Divino ci invia ), di come il nostro fine ultimo sia la gioia, profonda e immensa provata istante dopo istante, del fatto che possiamo riempirci di quella parte divina che in realtà siamo e di come possiamo in ogni istante chiedere aiuto, consiglio, o miracolo al nostro Sé Divino.
Sembra utopia? Sembrano vaneggiamenti?
In questo libro i “vaneggiamenti” arrivano solo al 13° capitolo, l’ultimo, dopo ben 316 pagine di concetti complessi che hanno richiesto notevole impegno intellettuale da parte mia.
E’ importante ricevere messaggi di speranza.
E così ho dato ascolto alle parole del libro: “possiamo aprirci alla Fonte Divina e chiederLe aiuto, consiglio o presenza ogni qualvolta lo vogliamo. E unitamente a questo “precetto” si è fatto largo dentro di me un ulteriore pensiero ( sempre stimolato dalla lettura del libro): prendendo per verosimile il fatto che siamo separati dalla Fonte Divina non per volontà sua ma per cause profondamente umane e che dal momento in cui ci predisponiamo al “contatto” siamo in grado di ricevere ciò di cui abbiamo bisogno per raggiungere velocemente e facilmente la nostra gioia più profonda, allora decido di aprirmi all’intuizione e chiedere esplicitamente e sinceramente un messaggio di conferma.
Chiedo un sogno.
I miei sogni sono sempre stati speciali e potenti, in più dormire è l’attività che mi accingo a fare non appena terminato il libro. E poiché “chiedi e ti sarà dato”, disse qualcuno di “famoso”, mi corico certa di avere risposta.
Che nottata faticosa ho avuto!
Ho faticato a prender sonno, ipereccitata dalle mie ultime scoperte in tema di anima e Divinità, e una volta addormentata mi sono trovata immersa in uno di quei sogni assurdi, scuri e faticosi che sicuramente anche voi ogni tanto fate. Niente di più incomprensibile: materiale onirico che avrebbe dato del filo da torcere anche a Freud in persona.
E al termine ero sveglia, più sveglia che mai.
Di solito combatto la veglia notturna con una passeggiata in cucina verso un bel bicchiere d’acqua e mentre faccio le scale a scendere, per nulla scoraggiata dal precedente sogno, ri-applico il concetto del “chiedi e ti sarà dato” ed esplicito meglio le mie esigenze:”Grazie per il sogno, ma avrei bisogno di qualcosa di più esplicito, più semplice, qualcosa a livello di deficienza mentale completa, cosicché possa veramente capire!”. Ho sempre avuto un rapporto molto ironico con il Divino, anche se non ho mai capito quanto Esso sia realmente spiritoso.
Bene, a questo punto, penserete, avevo risolto la problematica. E invece no! Non mi sono addormentata prima di un’ora e mezza e quando è successo il mio sogno ha preso il soggetto che più di ogni altro odio: mi farei picchiare pur di non dover vedere il mio luogo di lavoro oltre le ore stabilite dal contratto! E invece eccomi lì, nell’ufficio, vicino alla mia scrivania, con i miei colleghi… … in balia del mio lavoro! Anche di notte!! E inizio una lunga peripezia di auto, parcheggio, orario di lavoro e problemi su problemi…
… ma visto che “se chiedi ti sarà dato”, questa notte mi è stato dato, era sufficiente avere un po’ di pazienza.

Lavoro nella “città delle biciclette” e nel mio sogno avevo avuto assurdi problemi di parcheggio tali per cui per andare in ufficio avevo parcheggiato l’auto molto lontano e avevo dovuto prendere una bicicletta, anch’essa, chissà perché, parcheggiata lontano dall’ufficio, su un viale di grande vitalità, assieme ad altre decine di biciclette.
Vi assicuro che ho dovuto sognarmi tutta la giornata lavorativa prima di arrivare alla parte “metaforico-allegorica” del sogno, quella finale.

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