Sezioni Del Sito


Rubriche


Archivio Editoriali



L'Anima e lo Spirito

Siti Interessanti




GATE TO CITY OF THE SUN

L'Anima e lo Spirito


Con due mie colleghe faccio qualche centinaia di metri per andare a riprendere la bicicletta; ci separiamo e io sbuco sul viale, pieno di auto e di biciclette ferme sui bordi. Dov’è la mia bicicletta? Non mi ricordo proprio… ( come in tutti i sogni non ti ricordi mai dove hai messo le tue cose ). Comincio a risalire il viale e cerco la mia bicicletta. Ho rifatto su e giù la strada almeno quattro volte, la bicicletta non si trovava e, chissà perché, mi veniva da pensare che forse, così bella e così nuova, me l’avevano rubata.
Sono senza bicicletta!!!!
Sono una persona molto possessiva e, nel sogno, l’idea che qualcuno avesse preso qualcosa di mio mi ha fatto adirare, ma nello stesso tempo mi sono rimproverata di averla chiusa solo con la chiavetta.
E intanto percorrevo il viale, cercando e cercando la bicicletta che non sapevo esattamente dove avevo parcheggiato.
Fate attenzione, i sogni sono allegorie molto potenti.
Cosa vedevo lungo il viale?
C’erano tante biciclette, ferme e chiuse, in attesa del proprio titolare. Tuttavia alcune erano molto vecchie, sembravano abbandonate e pareva che una qualche pioggia avesse iniziato da tempo, lentamente, a scioglierle, come accade ai cartelloni pubblicitari nelle città. Le forze dell’ordine addette, con grandi camion, selezionavano le più vecchie, quelle maggiormente sciolte e scolorite, e le portavano via, lontano, chissà dove.
Intanto per me si faceva sempre più difficile percorrere il viale perché decine di giovani parcheggiavano, ritiravano o cercavano le proprie biciclette, mentre altri entravano ed uscivano dai negozi ai lati della strada. Ma che negozi erano?
Negozi per biciclette! E negozi di ricambi per biciclette!
I negozianti uscivano sui marciapiedi e li occupavano con grandi tovaglie sulle quali stendevano i loro prodotti: ricambi per biciclette.
E la via brulicava di gente e di vita.
In un mondo così mi sembra ovvio di aver pensato di comperarmi una nuova bicicletta: tutti vendevano e compravano pezzi di biciclette, anch’io avrei potuto rimediare alla mia perdita. Ma notavo una cosa: nessuno vendeva biciclette intere.
Mentre i giovani erano appassionati e necessitanti di biciclette e loro componenti, le signore si ammassavano nel negozio di abbigliamento che aveva dato avvio ai saldi; e chissà perché, nella mia recidiva risalita del viale, dovevo passare proprio in mezzo alle signore, dentro il negozio; tanto più che non c’era posto per me e c’era qualcosa di mio e di me che si impigliava in continuazione negli abiti.
Ma fuori la situazione non era migliore: ormai tutti erano stipati nella loro forsennata ricerca di ricambi per biciclette. Dietro front! Scendo per il viale, pensando ormai di dirigermi verso altra destinazione; quante volte avrò fatto su e giù per la strada? Almeno cinque o sei, o forse di più.
Gli “ambulanti” di ricambi per biciclette occupavano la strada e per me, ahimè, risultava inevitabile pestare qualcosina: pezzi di morbida gomma, piccolini… a cosa serviranno? Nulla di grave, penso… ma a un certo punto noto che l’ambulante dapprima mi guarda contrariato, poi si arrabbia e infine comincia a inveirmi contro in quanto io starei portandogli via i pezzettini di morbida gomma. Per carità! Io neppure ho una bicicletta, cosa me ne farei di qualche ricambio di gomma?
Mi guardo i piedi dal momento che sembra che me li stia portando via con le scarpe, pestandoli.
E in effetti noto che i pezzettini di morbida gomma sono rimasti incastrati nel “carro armato” della ruota, stile mountan bike, con la quale mi muovo ormai da un po’ fra la gente…
Potere dei sogni!!!
Se ho una ruota allora, penso, ho anche il resto della bicicletta e, a giudicare dalla ruota, è anche una gran bella bicicletta, molto più bella di quella di prima.
Nell’istante in cui comprendo di aver sempre avuto la mia bicicletta mi sento un po’ Homer Simpson ed esclamo un sospirato “Ohhh!!” di liberazione e, finalmente, di comprensione, come se fino a quel momento non avessi proprio capito nulla…
Essendo giunta a comprendere il senso di tutta questa faticata, inizio a svegliarmi ma non prima di aver pensato un paio di cose:
  • “Posso cominciare a pedalare!” e già sentivo il richiamo del viaggio e la brezza sul viso.
  • “Pedalo per andare dove?” e non è che mi sono data una risposta definitiva: inizialmente ho pensato di tornare a casa ma poi ho pensato che con la mia bicicletta potevo anche visitare tanti altri posti dopo aver visto casa.


Mi sono svegliata, con la mia bicicletta.
chiedi e ti sarà dato”.
Sono felice di poter iniziare il mio viaggio.

Se volete dirimere il mistero della bicicletta scomparsa e comprendere l’allegoria del sogno, clikkate qui.