M I T I T E L E V I S I V I TUTTI
I SEGRETI DELL’EX SPOGLIARELLISTA
LANCIATO DA CANALE 5
PREMIATA DITTA
COSTANTINO & C.
Un passato da ragazzo di periferia.
Gli striptease nelle discoteche. L’arte di arrangiarsi
facendo il broker e il parcheggiatore. Poi il successo,
grazie a un amore catodico studiato a tavolino. “Panorama”
svela come si costruisce una star sbanca audience. E come
si trasforma in una macchina da soldi.
■ Di
Giacomo Amadori e Gabriele Parpiglia - 1-4-2004 Panorama
In viale Monza, a Milano, la folla di ragazzine trattiene
il respiro, gli sguardi palpeggiano il ragazzone con gli
occhi cerulei inseguito dai cameramen. Si accendono i
riflettori ed esplode il putiferio: “Costa, hai fatto
pace con Ale?”, “Costa, facciamo una foto?”, “Costa, un
bacio” gridano tutte. Lui svicola, abbassa lo sguardo,
poi si gira e saluta canticchiando sfrontato “Chihuahua”.
Costantino Vitagliano,
per le fan semplicemente Costa, è il nuovo fidanzato d’Italia,
l’uomo capace di oscurare i fasti virili di Beautiful
e Un posto al Sole. Panorama è entrato nel
suo circo catodico, per raccontare il fenomeno televisivo
del momento. Lo ha seguito per svelare trucchi e segreti
del suo successo. Ed ecco che cosa ha scoperto.
Seduttore
in provetta
Vitagliano è
il risultato di una lunga sperimentazione, iniziata nel
gennaio 2003, quando 30 giovanotti ben torniti vennero
rinchiusi in una specie di provetta mediatica per selezionare
un irresistibile seduttore, capace di conquistare l’attenzione
di una graziosa e petulante fanciulla, ma soprattutto
quella del pubblico delle telespettatrici.
Alla fine della
ricerca gli autori della trasmissione Uomini e Donne
di Maria De Filippi hanno intuito di avere in mano
il loro genio dello share: quando Vitagliano acchiappava
il microfono, l’audience si impennava. Così gli hanno
strofinato i muscoli, gli hanno messo al fianco una fidanzata,
Alessandra, gli hanno preparato qualche battuta. Risultato:
ogni domenica restano incollati davanti allo schermo quasi
7 milioni di telespettatori.
Non occorre
spiegare che l’amore di Costa e Ale è nato a tavolino
e che i due a telecamere spente fanno vite separate. L’unico
che non abbandona mai Vitagliano è Giona Peduzzi, autore
di Uomini e Donne. Panorama ha sbirciato gli appunti
che Costa ha distrattamente abbandonato in giro: suggerimenti
della redazione, scaletta delle risposte, colpi di scena.
Ogni particolare della love story tra Costa e Alessandra,
trasmessa nel salotto di Maurizio Costanzo, viene studiato
nei dettagli. Persino i ragazzi che sgobbano nella palestra
di Costa devono superare provini di telegenia, come Davide,
spedito a fare la comparsa tra tapis roulant e cyclette.
Professione:
valletto nullatenente
Gli
esordi televisivi di Costantino non lasciavano immaginare
il suo successo travolgente. Negli annali televisivi il
suo nome compare per la prima volta nel 1998, alla voce
velino, in una televisione lombarda. La sua notorietà
cresce: viene promosso valletto di Simona Ventura a Quelli
che… il calcio, quindi conquista una poltrona da ospite
e il ruolo di “prezzemolino”. Comparsate in Rai non indimenticabili,
che nel 2003 gli valgono 5 mila euro, non male per chi
quell’anno dichiara di guadagnarne poco più del doppio
( nullatenente, a parte una moto Honda Forsyth e una partita
iva per una non meglio precisata “attività di servizi”
). Un curriculum da meteora sino all’incontro con la De
Filippi che, dopo oltre dieci anni di faticosa gavetta
nei sottoscala del mondo dello spettacolo, lo trasforma
in stella.
Febbre (
milionaria ) del sabato sera
Oggi
per tenere sotto controllo il flusso delle sue entrate
c’è bisogno di una squadra di commercialisti: per portarlo
mezz’ora in discoteca occorre impilare sino a 10 mila
euro, più 300 euro per ogni minuto di presenza. Cachet
altissimi che non scoraggiano i gestori dei locali: a
marzo Costa è stato segnalato in una ventina di discoteche,
su e giù per la Penisola, da Siracusa a Padova. A febbraio
ha sconfinato in Svizzera. A ogni latitudine, centinaia
di ragazzine ululanti che attendono per ore il suo arrivo.
Un delirio che presto, sembra, gli aprirà le porte dei
palazzetti dello sport.
Costantino non
delude le sue fan: sfoggia i bicipiti lucidi, offre le
labbra come trofei. Inaugura centri commerciali, misura
le rotondità di aspiranti “miss culetto”, balla sui cubi.
Poi se ne va, lasciando le fan ubriache d’ormoni, tanto
che una gli ha rotto un bicchiere sulla testa. Prima,
però, per contratto, lancia sempre sei o sette magliette
della Datch, firma dell’abbigliamento sportivo. Infatti
Costa è ormai un uomo sandwich, modello Michael Schumacher:
il giubbotto è Guru, mentre l’orologio ha il quadrante
della Caoduro, il cappellino con visiera è marchiato Stussy.
Dalle case
popolari all’olimpo
Vitagliano
è un fenomeno con pochi precedenti nella televisione italiana.
Ma la sua biografia è quella di un ragazzo normale, dalle
origini quasi umili. La sua storia inizia 29 anni fa in
un casermone popolare di Milano, dove Costantino è ancora
residente anche se qui nessuno lo vede quasi più. Il padre,
Aniello Orazio, originario di Valle Caudina in provincia
di Avellino, ex guardia giurata, piccolo e tarchiato,
passeggia nel cortile con la boxerina del figlio. Vede
il cronista e ammutolisce. La mamma Rosina, un passato
da colf, non è più loquace: “Guagliò, sa come si dice
dalle mie parti: fidarsi è bene… Arrivederci”. Costa ormai
lo vedono in tv o quando porta alla madre gli abiti da
lavare. Quel ragazzo che di studiare non aveva voglia
e che ha abbandonato la scuola dopo la terza media ora
vive al sesto piano della Lele Mora management, il suo
agente-pigmalione, dove occupa una piccola mansarda con
divano e televisore a schermo piatto e i suoi vicini di
casa sono altri habituè dei salotti televisivi come Aida
Yespica. Chissà se ripensa ai tempi in cui, barista in
discoteca, faceva roteare gli shaker, a quando ha scavalcato
il bancone per salire sul cubo.
Bei giorni quelli
in cui, ballando ballando, ha incontrato Apollo e Zeus,
antenati italici dei California dream men: due spogliarellisti
capaci di svestirsi anche dieci volte in un una notte.
“Ho conosciuto Costa nel 1994” ricorda Enrico Di Guardo,
alias Apollo, 33 anni, un marcantonio fasciato in un gessato
grigio. “Era legnoso ma prestante. L’ho invitato a lavorare
con noi e siamo diventai i Principi della notte”. Si esibivano
anche in locali gay, come il Sottomarino giallo “ma era
solamente lavoro”. Le donne li costringevano a girare
con le guardie del corpo e guadagnavano sino a 5 milioni
di lire al mese, erano una squadra affiatata e inseparabile.
Di Guardo rimembra quell’epoca da pionieri della trasgressione
con qualche risentimento: “Costa mi chiamava papà, gli
ho dato una casa quando non ce l’aveva, abbiamo vissuto
insieme per due anni, ma adesso si è dimenticato di noi.
Chissà, forse si vergogna del suo passato”.
Un parcheggio con vista sul successo
Alla
fine degli anni 90 Costa diventa l’attrazione della Cantina
di Lentate sul Seveso, un paesone vicino a Milano, dove
i suoi strip attirano sino a 600 donne per una serata.
Lo spettacolo non è cambiato. Ancora oggi le serate si
trasformano in allegri baccanali, mentre il poster di
Costantino occhieggia malizioso sopra il bar, in un tripudio
di virile esuberanza. Anni vicini eppure così lontani.
“Da queste parti non si fa più vedere” si lamenta Franco
Tonelli, il titolare della Cantina. Alle sue spalle 2
mila foto di glutei e seni che le ragazze alticce lasciano
immortalare agli intraprendenti camerieri, sopra la cassa
una collezione di mutandine, souvenir di addii al nubilato
bagnati da sbronze solenni e a volte di un po’ si sesso
consumato nei bagni. “Qualche maligno dice che Costantino
sia diventato gay” prosegue Tonelli “ma io ricordo che
ogni sera c’era la fila davanti ai bagni per entrare con
lui. Il suo vizio sono le donne”. Peccato allora per quella
segnalazione della Guardia di Finanza di Livorno per l’uso
di stupefacenti nell’estate del 1997.
Alla Cantina
è di casa anche Lilla Nigro, ex fidanzata di Costa, un
tempo attrazione femminile della discoteca. Lei assicura,
però, di aver tolto tutti i veli solo per un calendario.
Mora e sensuale, dimostra meno dei suoi 36 anni ( “ A
Costa piacciono le donne più grandi e i tacchi a spillo”
) e trilla: “Sono andata da Costanzo perché sono pazza
di Costa. Io non fingo, è Alessandra che legge il copione”.
A legarli resta il parcheggio davanti al locale.
Lilla e Costa
lo gestiscono insieme, 12.500 euro l’anno in cambio di
2 euro di pedaggio per ogni auto. Una gabella che ricorda
il loro passato squattrinato. Anni in cui Vitagliano faceva
di tutto e si era improvvisato broker di una società truffaldina.
Per questo, nel gennaio 2000, venne denunciato dal nucleo
provinciale di polizia tributaria per abusiva attività
di promozione finanziaria. Accusa per cui, contrariamente
a un’altra cinquantina di indagati, non è stato rinviato
a giudizio.
Il 2001 è l’anno
della svolta, quello dell’incontro con Lele Mora. “Li
ho fatti conoscere io, a Porto Cervo” si vanta Tonelli
“il 16 agosto. Adesso hanno in progetto una fiction”.
Un’altra storia a lieto fine.