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LADRI IN CAMERA

QUANDO IL FURTO E’ ONOREVOLE

Spariscono telefonini, cappotti e penne, meglio se d’oro. Ma i deputati non sporgono denuncia. Così i reati rimangono impuniti.

Di Laura Maragnani / Panorama 17/02/2005


Sarà anche vero, come giura Paola Mancini, deputato questore alla Camera, ds, che “ il fenomeno è in drastico calo ”. Ma bisogna pur dirlo, bisogna pur infrangere il tabù: a Montecitorio spariva e sparisce di tutto: telefoni cellulari e penne, meglio se d’oro, sciarpe, cappotti, portafogli; carta igienica e materiale da cancelleria. Rubati.
Alla buvette, in commissione, in Transatlantico. “ Neanche in aula si è più al sicuro ” sospira Luana Zanella, deputata verde di Venezia, derubata per prima, un anno fa. Racconta: ” Era un lunedì sera. In seduta eravamo pochissimi. Sono uscita cinque minuti e al ritorno il mio Navigator era sparito ”. Estremo imbarazzo tra i presenti, compreso il presidente di turno, Publio Fiori. “ Si discuteva della direttiva europea sulle biotecnologie; ovviamente eravamo in dieci, a dir tanto ” ricorda il diessino Massimo Cialente. “ S’è creato subito uno strano clima di sospetto, Molto antipatico ”.
Qualche tempo dopo è sparito il telefonino di Titti De Simone, per un attimo incustodito in Transatlantico: “ Era mattina presto, in giro c’era poca gente “ ancora si stupisce la deputata del Prc. Poi ride: “ Alla Camera mi hanno rubato perfino l’ombrello. E so di deputati cui è sparito il cappotto “. Uno a caso, il ds Cialente: “ Al posto del mio, di cachemire, ho trovato un giaccone scadente. Ho gridato: mi hanno rubato il cappotto! E intorno è stato un coro: anche a me! Anche a me! “.
Cachemire, Fay, Burberry, i più amati dai ladri. Poche borse ( memorabile, nel ’92, il furto al portaborse di Giovanni Galloni ), tanti cellulari. “ Però i colleghi sono restii a sporgere denuncia “ rileva Zanella. E perché mai? Per “superficialità”, come sospetta lei? Per non perdere tempo? “ Forse per vergogna “ dice Piergiorgio Massidda, FI, eletto a Cagliari, alleggerito di un cellulare nuovissimo. “ L’ho dimenticato in commissione e in un attimo è sparito. Giorni dopo l’ho ritrovato nelle mani di una funzionaria. Ho controllato il codice Imei: era il mio “. E allora? “ Non mi risultano provvedimenti disciplinari a suo carico “.
Al suo terzo mandato, Massidda è furibondo: “ La scorsa legislatura era terribile, rubarono persino la pelliccia di un’ospite “ racconta. “ Ma, prima, almeno in aula si era al sicuro “ Già. L’aneddotica riguardava più che altro il Transatlantico, le caselle della posta, la buvette. La toilette del quinto piano, dove sparì anche il coperchio del water, o il corridoio della posta, dove a Paola Mancini, dieci anni fa, rubarono “ una bella giacca di pelle “. Terribili, si dice, anche i paraggi della sala stampa, ove leggenda vuole allignassero due giornalisti ai limiti della cleptomania.
“ Leggende, per l’appunto “ taglia corto il questore Edouard Ballaman, Lega Nord. “ Il tasso di criminalità alla Camera è ridicolo “. Nei primi 18 mesi della legislatura ci sono state 83 denunce per furto, nei mesi successivi 56, un terzo di meno. Nulla, dicono Manzini e Ballaman, “ per un complesso di nove palazzi, con 350 mila visitatori l’anno e 8 mila accrediti permanenti “. Peccato che anche a Ballaman abbiano rubato il cellulare alla toilette. Il colpevole è stato denunciato e licenziato, insieme ad altro personale che lavorava a Montecitorio in appalto. Dunque l’onore della Camera è salvo, o quasi. “ Perché non molto tempo fa ho beccato un tizio con il mio giaccone “ sospira Massidda. “ E non era un addetto alle pulizie. Era un giornalista “.