Le 6 domande
di chi passa una notte in bianco
Con la consulenza dei Mario
Giovanni Terzano, neurologo e direttore del centro di medicina
del sonno di Parma.
Tratto da “ Per me “ di agosto 2004
- Perché mi capita di dormire bene solo
se vado a letto sempre alla stessa ora?
Ognuno di noi ha il suo orario preferito per addormentarsi:
passato quello deve aspettare il “ciclo di sonno”
successivo. Così, se si è abituati a chiudere
gli occhi alle 23 e per qualche motivo, un film o una cena,
le si superano bisognerà aspettare circa un’ora
e mezzo o due per riprovare ad andare a letto. L’inizio
di ogni ciclo viene chiamato dagli esperti porta
del sonno. La prima va dalle 22.30 alle 24. In
queste ore il nostro corpo percepisce il bisogno di dormire
e inizia a secernere la melatonina, l’ormone responsabile
del buon sonno.
- Perché mi sveglio stanco anche se mi sembra
di riposare abbastanza a lungo?
Nel sonno conta la qualità non la quantità.
Così, capita che alcune persone convinte di dormire
bene e a lungo, in realtà si sveglino più
volte nel corso della notte. Sono vittime dei microrisvegli:
brevi interruzioni del sonno di circa dieci secondi non
percepite dalla mente che si ripetono ogni minuto per circa
7/10 minuti. Il loro numero varia da cento a cinquecento
per notte. Altra fonte di disturbo sono le apnee
notturne ( dormendo i muscoli e le mucose delle
vie aeree si rilassano ostacolando il passaggio dell’aria
) e la sindrome delle gambe senza riposo,
cioè delle scosse ripetute agli arti inferiori della
durata di 20/40 secondi.
- Perché d’estate mi giro e rigiro
nelle lenzuola?
Le cellule cerebrali ricevono gli stimoli della luce e del
buio attraverso una via nervosa che parte dalla retina degli
e arriva nel cervello, all’ipotalamo e all’ipofisi.
Questa ghiandola regola la melatonina, l’ormone del
sonno che viene prodotto quando c’è buio. Ecco
perché d’estate, con l’ora legale e il
naturale allungarsi delle giornate, i processi di preparazione
della melatonina sono ritardati. A questo motivo vanno aggiunti
il caldo che provoca disidratazione, i vizi e la sregolatezza
tipici di una vacanza, le zanzare e i rumori molesti che
, con le finestre aperte, raggiungono prima le nostre orecchie.
- Perché quando lavoro fino a sera non riesco
a “spegnermi” anche se sono sfinita?
Chi lavora o studia fino a tardi ha più problemi
ad addormentasi. Succede perché richiede alla sua
mente un alto livello di concentrazione e al suo corpo un
prolungamento dell’attività surrenalica. Cioè
stimola le ghiandole che si trovano sopra i reni e che producono
gli ormoni responsabili dello stress. Gli esperti chiamano
gufi quelle persone che preferiscono lavorare
di sera perché pensano di rendere di più.
Chi, invece, ama il mattino è definito allodola.
In realtà, si tratta semplicemente di due tendenze
cronobiologiche naturali. Non di una scelta.
- Perché da quando sono entrata in menopausa
addormentarmi è sempre difficile?
Le ricerche hanno dimostrato che le donne fra i 45 e i 55
anni sono più spesso insonni. Dipende dalle vampate
di calore legate alla menopausa che si verificano soprattutto
di notte e interrompono bruscamente il sonno. I medici hanno
tentato di scoprire perché le vampate non avvengano
di giorno ma ancora non sono riusciti a trovare una spiegazione
attendibile. In ogni caso, questo non è l’unico
motivo. La responsabilità è anche degli ormoni
e delle trasformazioni che la menopausa porta con sé
e che vanno a intaccare il fisiologico avvicendarsi del
ritmo veglia/sonno.
- Perché non riesco più a fare le
dormite di una volta?
Gli anziano dormono lo stesso numero di ore dei bambini
ma il sonno invecchia proprio come l’organismo. Intorno
ai 30 anni si riduce il periodo di riposo profondo e aumentano
i microrisvegli. Poi, la situazione peggiora. Ecco perché
capita che gli anziani, che non riescono a dormire la notte
o si svegliano presto, si appisolino durante la giornata.
Qual è la soluzione? Fare come con i bambini. Tenersi
occupati di giorno per arrivare stanchissimi la sera. E,
così, dormire meglio e più a lungo.
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