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LA FILOSOFIA

 

Cappuccetto Bianco nasce qualche anno fa. E’ un bimbo furbetto che con le sue avventure ha allietato i bagnetti e le nanne di un bimbo altrettanto furbetto.
Poi Cappuccetto Bianco è cresciuto. E ha riflettuto. Sul mondo che ci circonda. Cappuccetto si è posto domande e ha cercato di darsi qualche parziale risposta.
Sono convinto che siano in tanti coloro i quali che , come Cappuccetto Bianco, amano osservare il mondo attorno a sé e che siano in tanti coloro i quali che, spesso, scoprono che i conti non tornano, che 1+1 non sempre fa 2, ma talvolta fa 1,75 o solo 1,22 …

Quanti di noi, nel nostro personale riflettere, si chiedono “CHI” ha deciso che le nostre giornate debbano essere gestite da 8 ore di lavoro delimitate da un cartellino; si chiedono come mai l’auto a idrogeno ancora non esista; si chiedono come mai sono costretti a navigare sulla tv fra trasmissioni ad “alto contenuto intellettuale” nelle quali volgarità e inutilità la fanno da padrone…

Cappuccetto Bianco si è chiesto come mai non esita un’anagrafe ufficiale degli orfanotrofi italiani e quante siano le persone che hanno visto un Angelo almeno una volta nella loro vita. Cappuccetto Bianco si è chiesto come mai il mondo esalta la sofferenza quando ciò che cerchiamo prima di tutto è la felicità per noi e per le persone che amiamo. E poi si è chiesto come mai tante volte le persone di tutti i giorni vengano trattate come se non avessero un’intelligenza media: ciò che ci offrono per riempire le nostre ore offende costantemente non solo la nostra capacità di comprendere ma anche la nostra sensibilità di esseri umani.

E un giorno ho detto basta. E Cappuccetto Bianco è andato on line. Per parlare. Per urlare. Per fare dell’ironia. Per comunicare. Per dare quindi spazio alla libertà, alla verità, all’intelletto, alla nostra sensibilità profonda di esseri umani.
Perché non trovo giusto tacere sempre. Perché trovo invece giusto dire al mondo intero che la massa, la plebe, così come ci definiscono, non è né così stupida né così addormentata come tentano di convincerci di essere.

E così Cappuccetto Bianco ha iniziato a parlare. Con la sua ironica ed innocente voce di bambinetto furbo che tutto vede e nulla tace. Che tutto domanda e molto denuncia.
E ha diversi scopi. Il primo è quello di trovare altri come lui, altri Cappuccetti che desiderano dire concretamente “basta” e dichiarare guerra allo schiavismo cerebrale. E insieme fornire la rilettura del mondo che ci circonda con quel piglio di intuito genuino che può farci vedere gli avvenimenti con maggiore chiarezza. E magari far sì che, finalmente, stavolta, 1+1 faccia 2.

Questo sito è a disposizione vostra, così come mia, per esprimere, per comunicare, per realizzare, per denunciare e per dire quello che da sempre abbiamo nel nostro cuore e non riusciamo o non possiamo esprimere liberamente. Perché se è vero che tutte le mattine le nostre ore sono già organizzate da qualcuno o qualcosa d’altro, è anche vero che la nostra sensibilità ci porta verso qualcosa di diverso. E questo qualcosa può chiamarsi verità, solidarietà, amore, visione o in qualsiasi altro modo. Cappuccetto Bianco gli dà voce e dimostra al resto del mondo che non siamo né stupidi né assopiti. Ma siamo appassionati. Vivi. Sinceri. E incorruttibili.

Questo è lo spazio. A noi la parola.