Sezioni Del Sito


Rubriche


Archivio Editoriali



L'Anima e lo Spirito

Siti Interessanti




GATE TO CITY OF THE SUN

 

UN PIANETA DA DIFENDERE*
Di Mario Tozzi, conduttore di Gaia

KYOTO ADDIO?
Le scelte dei governi, il clima e noi

         Alla fine del 2003 la conferenza delle parti organizzata a Milano ( Cop9 ) per ratificare gli accordi presi a Kyoto nell’ormai lontanissimo 1997 è virtualmente fallita. Gli Stati Uniti sopra tutti  - ma anche Australia e Russia – non si sono voluti aggiungere ai 120 paesi che invece hanno già firmato e non hanno permesso di raggiungere il fatidico 55% mondiale di emissioni di anidride carbonica che renderebbe gli accordi di Kyoto operativi. E sì che si tratterebbe di un passo dal valore quasi solo simbolico: gli scienziati che studiano  il riscaldamento atmosferico reputano che un’inversione di tendenza possa iniziare solo con riduzioni attorno al 60%. E a Milano non ci si è accordati neppure per il 6%! Gli scenari in questo caso sono due: riscaldamento di circa 2° C ( ipotesi “conservativa” ) oppure di quasi 6° C ( ipotesi “estrema”, ma entrambe catastrofiche ) nei prossimi cento anni, fusione dei ghiacci, innalzamento del livello del mare e allagamento di città, pianure e isole, tanto per citare qualche effetto.
            Eppure i paesi più ricchi non sembrano preoccuparsi: gli USA di Bush – da soli responsabili di ben il 36% delle emissioni di CO2 mondiali – hanno praticamente rinunciato a ridurre le emissioni provando a intervenire sugli effetti, per esempio tentando di “sequestrare” l’anidride carbonica in eccesso. Temendo un ritorno all’età della pietra non ne vogliono sapere di ridurre gli eccessi e gli sprechi, così uno statunitense produce 21 tonnellate di CO2 all’anno contro le 10 di un europeo e non accenna a moderarsi. Vero è che il riscaldamento del clima è già avvenuto in passato, ma mai alla velocità con cui avviene oggi, un ritmo accelerato da noi.
            Nonostante il quadro oscuro qualcosa si può fare per diminuire gli effetti dei cambiamenti climatici e, magari, crescere culturalmente nel rispetto del pianeta. Abbattere gli sprechi energetici innanzitutto: stiamo attenti a fare la lavatrice solo quando è piena? Usiamo correttamente i frigoriferi e anzi, quando dobbiamo cambiarli, ne acquistiamo di classe “A”, che costa un po’ di più ma ci consente di risparmiare in pochi mesi quanto abbiamo speso in più e di  consumare molto meno? Possiamo poi intervenire sullo scaldabagno – che si spera non sia elettrico – installando miscelatori e termostati regolati su temperature accettabili. Così pure sul riscaldamento, quando è autonomo, usando timer e termostati intelligentemente.
            Ma si può fare di più: basta con le automobili in città, usiamole solo per i week-end, quando non si può farne a meno: per il resto mezzi pubblici – e, perché no, taxi quando serve – oppure bicicletta e piedi. E’ solo  abitudine, ma  se non ci riuscite sempre imponetevelo almeno un giorno alla settimana, già sarebbe qualcosa, io lo faccio da anni e mi sono abituato in fretta.
Avete poi idea di quanta energia si usa ( meglio si spreca ) per fabbricare imballaggi di merci? Una confezione di plastica costa ormai di più del contenuto che avvolge, dunque riciclate direttamente a casa e pensate sempre che un kg di alluminio prodotto da oggetti già esistenti viene fatto con 46.000 kilocalorie in meno di uno prodotto direttamente dal minerale. Infine la casa: doppi vetri e coibentazione già dalla costruzione e uso di lampadine compatte a fluorescenza e ad accensione elettronica, sono più efficienti e consentono di risparmiare energia e denaro.


*UN PIANETA DA DIFENDERE di Mario Tozzi
Primo ricercatore Cnr – Igag e conduttore televisivo
Dalla rivista Consumatori – il mensile dei soci Coop
Gennaio/Febbraio 2004 numero 1