UN PIANETA DA DIFENDERE*
Di Mario Tozzi, conduttore di Gaia
L’ARIA
CHE TIRA
Smog, è davvero il caso di preoccuparsi
Non ci facciamo normalmente tanto
caso, ma ogni giorno ingeriamo molta più aria ( 13,5
kg ) che non acqua ( 2 kg ) o cibo ( 1,2 kg ), dunque dovremmo
essere giustamente molto attenti all’integrità
di quello che respiriamo, ma, invece, ne barattiamo continuamente
la qualità con presunte libertà di movimento
( automobile ) o denari ( occupazione ). Eppure è passato
già un secolo da quando – nel 1905 a Londra –
fu coniato per la prima volta il termine smog, derivato dalla
commistione di smoke + fog, in riferimento ai fumi carboniosi
emessi dalle industrie in aree ad elevata umidità.
Ogni anno immettiamo nell’atmosfera fino a 2.000 milioni
di tonnellate di monossido di carbonio, quasi 6.000 di anidride
carbonica, oltre 500 di metano, circa 40 di ossidi di azoto
e così via. Cifre enormi che però non sembrano
in grado di preoccuparci veramente, nonostante si tratti di
veleni veri e propri.
L’inquinamento atmosferico da
autoveicoli, in particolare, è portato da particelle
sospese come i fumi, cioè aerosol di particelle carboniose
incombuste ( da motori diesel ) e ossidi e sali di piombo
più cadmio ( da motori a benzina ). Ci sono poi le
polveri sottili, micidiale agente cancerogeno connesso, direttamente
o indirettamente, alle combustioni dei motori, facilmente
inalabili e dotate di grande potere di penetrazione nell’albero
respiratorio.
Nei fumi e nelle polveri sono contenuti
agenti tossici e inquinanti fra i più pericolosi: c’è
il piombo, metallo fortemente tossico che provoca gravi malattie
al sistema nervoso; il benzene – fonte di preoccupazione
per le alte concentrazioni registrate nelle aree urbane –
l’esposizione acuta al quale provoca nausea e cefalea,
irrita le mucose, la pelle e gli occhi e l’esposizione
cronica provoca il cancro. Non vanno dimenticati gli ossidi
di azoto, che si formano come reazione collaterale a tutti
i processi di combustione ( specialmente del gasolio ) e che
provocano irritazioni alle mucose, bronchiti e, per quantità
elevate ( 500 ppm ), addirittura la morte per edema polmonare,
oltre a danneggiare gravemente gli organismi vegetali.
L’ossido di carbonio ( CO ) deriva
ancora dai processi di combustione degli autoveicoli e può
portare alla morte; inoltre, essendo incolore e inodore, risulta
particolarmente insidioso.
Il CO può portare all’”ossicarbonismo”,
una forma morbosa di intossicazione che si manifesta con sintomi
nervosi e respiratori: l’esposizione prolungata a quantità
anche piccole ( cioè proprio il caso delle aree urbane
) è più dannosa di una breve a quantità
elevate. Per non parlare qui del biossido di carbonio, ossia
l’anidride carbonica, i cui guasti climatici abbiamo
già trattato.
Ma per rendersi meglio contro del pericolo
provo a riassumere in una tabella il tipo e la quantità
di inquinante emessi dalla combustione di un solo litro di
carburante:
| |
da benzina
(grammi/litro) |
da gasolio
(grammi/litro) |
Ossidi di
Carbonio
|
360 |
7 |
| Ossidi di azoto |
15 |
20 |
Idrocarburi
( benzene )
|
30 |
40 |
Particelle
Sospese
|
1 |
14 |
I dati mettono in luce elevate quantità
di inquinanti che provocano danni ormai acclarati. In particolare
è ormai accertato il nesso tra mortalità giornaliera
e livelli di articolato atmosferico ( polveri ), soprattutto
per bambini e anziani. Ogni anno tre milioni di persone al
mondo perdono la vita a causa dell’inquinamento atmosferico:
non sarà il caso di preoccuparsi davvero?
*UN PIANETA DA DIFENDERE di Mario Tozzi
Primo ricercatore Cnr – Igag e conduttore televisivo
Dalla rivista Consumatori – il mensile dei soci Coop
Gennaio/Febbraio 2004 numero 3
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