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UN PIANETA DA DIFENDERE*
Di Mario Tozzi, conduttore di Gaia


RISPARIMIO SOSTENIBILE
Aiutare l’ambiente con i fondi etici

Non è un periodo molto favorevole al risparmio o, addirittura, all’investimento, ma, avendo disponibilità di qualche euro, cosa ne dovremmo fare, se non vogliamo puntare al mattone, ancora in cima alle preferenze dei beni-rifugio degli italiani? Non si parla qui di capitani d’industria, si parla di cittadini che miracolosamente fanno scampare qualcosa alla congiuntura sfavorevole e non vogliono vederla marcire in un conto bancario o sotto il pavimento. Si parla di cittadini che – in aggiunta – vorrebbero che i propri pochi denari fossero impegnati in modo etico e, magari, contribuire a salvaguardare l’ambiente. Cittadini che vorrebbero sì ricavare qualcosa, ma non a discapito di alcuni principi che vogliono continuare a tenere ben saldi di fronte a un mondo che non gli piace, ma con il quale comunque devono fare i conti. Insomma, è possibile conciliare eticità, sostenibilità ambientale e risparmio?
Esistono ormai da anni fondi di investimento che godono della qualifica di “etici”, cioè strutturati in modo tale da non permettere profitti a discapito dei diritti umani o ottenuti sul lavoro minorile o sullo sfruttamento indiscriminato dell’uomo sull’uomo. E sono fondi d’investimento che hanno raggiunto anche un certo successo di adesioni e risultati finanziari di rilievo. Nessuno pensa più che queste forme di investimento siano soltanto lavacri per coscienze sporche, anche quando l’investitore non ha le caratteristiche etiche che il fondo richiede invece alle aziende su cui puntare. Forse sarebbe pure il caso di occuparsi dell’eticità di chi investe, ma questo è tutto un altro discorso. Qui invece si vuole mettere a fuoco un’altra questione, cioè che nessuno di questi fondi finora ha prestato attenzione alle tematiche ambientali, pure cruciali. In questo inizio millennio. Di più, il nostro paese sconta in questo campo il fatto di essere totalmente figlio di una morale cattolica, per cui è un dovere aiutare gli uomini in difficoltà, mentre l’ambiente non risulta essere soggetto alla tutela individuale. Perché si tutela di più l’ambiente nei paesi di etica protestante? Perché a Londra nessuno si sogna di spostare un cassonetto dei rifiuti pur di parcheggiare? Davvero non è solo questione di posti auto che scarseggiano.
Qualcosa però comincia a cambiare e anche in Italia nasce il primo fondo etico di investimento che tiene conto degli aspetti ambientali, per cui non colloca denari se non in aziende o multinazionali che siano più che in regola da un punto di vista ecologico attraverso una griglia severissima di requisiti da soddisfare. Requisiti che vanno dal non aver subito colpevoli disastri ambientali, all’utilizzo di tecnologie pulite, all’investimento in fonti energetiche rinnovabili. Vengono scartate dunque case di cosmetici che fanno test sugli animali, multinazionali delle armi, compagnie petrolifere, industrie farmaceutiche che inquinano, aziende automobilistiche non attente agli standard antinquinamento. Il fondo aureo – wwf è garantito per l’aspetto ambientale dalla più grande organizzazione per la salvaguardia della natura che controlla analiticamente i singoli investimenti: una maniera nuova per risparmiare ponendo attenzione all’ambiente; e in più con rendimenti molto interessanti. Sempre ammesso che ci sia rimasto qualche euro nel portafoglio.



*UN PIANETA DA DIFENDERE di Mario Tozzi
Primo ricercatore Cnr – Igag e conduttore televisivo
Dalla rivista Consumatori – il mensile dei soci Coop
Settembre 2004 numero 7