Sezioni Del Sito


Rubriche


Archivio Editoriali



L'Anima e lo Spirito

Siti Interessanti




GATE TO CITY OF THE SUN

 

UN PIANETA DA DIFENDERE*
Di Mario Tozzi, conduttore di Gaia


L’AMBIENTALISTA SCETTICO
La scienza, i dati e il catastrofismo


Seguendo il filone delle tesi espresse dallo statistico danese Bjorn Lomborg ( The skeptical environmentalist, Cambridge University Press, 2001, poi pubblicato in Italia nel 2003 ) si pubblicano anche in Italia articoli e libri tendenti a screditare i movimenti ambientalisti colpevoli di troppo catastrofismo. Da questo discende una visione molto ottimista degli scenari futuri che vengono ritratti in miglioramento costante grazie alla globalizzazione e al mercato. Nessuno dubita che ci sia un gran bisogno di scettici e dubbiosi – nel campo ambientale -, piuttosto che di certi e sicuri, perché, come è noto, la scienza procede piuttosto per superamento di errori temporaneamente presi per verità. Se al paradigma del pianeta malato si sostituisse quello di una Terra in piena salute, chi si occupa scientificamente di ambiente sarebbe il primo a rallegrarsene. Purtroppo le cose non stanno così. Prendiamo per esempio il clima.
L’IPCC ( la commissione intergovernativa per lo studio del cambiamento climatico ) prevede che le temperature medie sulla Terra aumenteranno fra 1,4°C e 5,8°C nei prossimi 100 anni, ma gli scettici sostengono che, invece, “aumenteranno molto meno”, senza purtroppo mai fornire alcun dato a sostegno. In ogni caso gli scettici scelgono deliberatamente i dati più rassicuranti o più bassi, ma non argomentano altrimenti le proprie scelte e citano costantemente fonti di seconda mano, spesso omettendo, nel riportarle, considerazioni che nell’originale erano primarie ( per esempio che se si formassero più nubi a causa del riscaldamento le cose non migliorerebbero ).
Gli scettici sono gli unici al mondo a sostenere che non si intensificherà l’uso dei combustibili fossili nel prossimo futuro. Inoltre considerano solo gli effetti inquinanti sulla salute umana e sull’agricoltura, come fossero gli unici parametri da tenere in considerazione quando si parla dello stato del mondo: così non si fanno rapporti costi-benefici perché non si considera il danno ambientale, ma solo il pil e l’economia.
Sul riscaldamento globale del clima terrestre nessuno coltiva più dubbi: l’anidride carbonica aumenta da 200 anni a questa parte come mai in passato, crescendo da 280 a 400 ppm, incremento che non può essere spiegato con processi naturali, ma solo con la combinazione di due processi antropici, deforestazione ( 1,5 miliardi di tonnellate ) e combustione ( 6,5 miliardi di tonnellate ). Ciò comporta diverse conseguenze, a cominciare dalla fusione dei ghiacciai e dal conseguente innalzamento del livello dei mari: dal 1965 si è fuso il 42% dei ghiacci artici, il 33% di quelli del Kilimangiaro, mentre dal 1850 si sono dimezzati i ghiacciai alpini ( tra questi il più grande ghiacciaio d’Italia, quello dei Forni, sullo Stelvio, arretra di qualche metro ogni anno ). Se la tendenza è quella indicata dall’ IPCC nel prossimo secolo le Dolomiti non avranno più ghiacciai. In questo quadro il livello dei mari crescerà da 10 a 90 cm nei prossimi cento anni comportando l’annegamento di atolli e isole oceaniche, la perdita di molte barriere coralline ( i coralli crescono in specifici battenti d’acqua ), l’invasione di piane costiere, l’incremento delle aree inondate durante le alluvioni. Aumenteranno le perturbazioni meteorologiche a carattere violento e le grandi alluvioni che già sono cresciute da 2-3 per anno negli anni ’50 a oltre 20 negli anni ’90.
Ciononostante gli scettici prospettano un pianeta che ce la farà grazie ai meccanismi economici di mercato e grazie al fatto che l’uomo è l’animale più intelligente e più evoluto: ma, se lo fosse sul serio, sarebbe arrivato fino a questo punto?





*UN PIANETA DA DIFENDERE di Mario Tozzi
Primo ricercatore Cnr – Igag e conduttore televisivo
Dalla rivista Consumatori – il mensile dei soci Coop
Ottobre 2004 numero 8