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SMOG
SERVE DAVVERO IL BLOCCO DEL TRAFFICO?
L’aria che respiriamo è ricca
di gas dannosi. Ecco che cosa di può fare per salvaguardare
la salute dell’organismo.
Servizio di Stefania Parisotto.
Con la consulenza di Serena Di Natali, Legambiente, Roma.
Gli impianti di riscaldamento in funzione,
il traffico sempre più congestionato e le condizioni
atmosferiche – venti e piogge scarsi, periodi prolungati
di alta pressione – sono tutti fattori che contribuiscono
a far impazzire le centraline per il rilevamento degli agenti
inquinanti presenti nell’aria. Dai dati raccolti quotidianamente,
l’aria risulta sempre meno salutare. A destare le
maggiori preoccupazioni sono le ormai note “polveri
sottili”, ma non solo. Nell’aria più
o meno inquinata che tutti respiriamo è presente
una miscela di gas pericolosi per la salute. Da qui la messa
in attori provvedimenti più o meno risolutivi del
problema, come la circolazione delle auto a targhe alterne
o i blocchi del traffico. Eppure si è visto che tutto
ciò non basta se ciascuno non si impegna in prima
persona, nelle piccole azioni quotidiane, a ridurre l’inquinamento
dell’aria.
I PRINCIPALI INQUINANTI
In quella che è definita aria inquinata possono essere
presenti diversi agenti tossici. Ecco i principali.
Il monossido di carbonio
E’ un gas inodore, incolore e insapore che origina
dalla combustione incompleta di materiali contenenti carbone.
Può essere prodotto da impianti di riscaldamento,
camini, forni a gas, nel caso in cui questi apparecchi non
funzionino in modo ottimale per effetto di un’installazione
non corretta o per una cattiva manutenzione. Inoltre, il
monossido di carbonio è presente anche nei gas di
scarico delle auto e nel fumo di tabacco.
E’ un gas che ostacola il trasporto di ossigeno nel
sangue verso i vari distretti del corpo. Ha, infatti, la
particolarità di avere una maggiore affinità
con l’emoglobina rispetto all’ossigeno e, quindi,
una volta unitosi all’emoglobina, dà vita a
un pericoloso composto, la carbossiemoglobina che provoca
anossia.
L’inalazione di monossido di carbonio è quindi
causa di nausea, mal di testa, vertigini, stanchezza, difficoltà
nei movimenti, sintomi che purtroppo vengono confusi con
quelli di un’intossicazione alimentare o di una sindrome
parainfluenzale; a concentrazioni elevate l’inalazione
di monossido di carbonio può portare anche a come
e morte.
Le polveri sottili
Si tratta di particelle molto piccole presenti nell’atmosfera
sotto forma di aerosol che vengono classificate in base
alle loro dimensioni. Comunemente, infatti, si sente parlare
di Pm10 e di Pm2,5, dove i numeri indicano i micrometri
del diametro; sono composte da elementi molto variabili;
tra questi, ci sono piombo, nichel, zinco, rame, cadmio,
solfati, nitrati, idrocarburi policiclici, polvere di carbone
e cemento.
Parte delle polveri sottili ha un’origine naturale
ossia proviene dalle sabbie, dalle polveri delle eruzioni
vulcaniche e dai pollini; tuttavia, la stragrande maggioranza
delle polveri sottili è prodotta dall’uomo
nel corso di processi industriali e non. Possono infatti
essere prodotte dai motori degli autoveicoli, dal fumo di
tabacco, dagli impianti di riscaldamento, dai camini, insomma
da qualsiasi processo di combustione. Altre possibili fonti
sono gli spray, le secrezioni degli animali domestici, i
batteri e le spore, i fumi dei cibi cucinati, le muffe,
la polvere.
Il fatto è che le polveri sottili che non hanno un’origine
naturale hanno dimensioni molto piccole ( al di sotto del
micrometro ) e questo le rende molto insidiose per la salute.
Non a caso le polveri fini Pm2,5 derivano per lo più
dai processi di combustione, mentre le polveri sottili Pm10
derivano dall’assembramento di diverse polveri sottili
che si sono prima depositate su una superficie e che poi,
dopo essersi agglomerate ed essere aumentate di dimensioni,
sono diffuse di nuovo nell’aria dalle turbolenze.
La pericolosità delle polveri sottili deriva dal
fatto che hanno dimensioni talmente ridotte da riuscire,
una volta inalate, a raggiungere gli alveoli polmonari e
qui rilasciare sostanze tossiche di cui sono composte, che
ostacolano la funzionalità degli alveoli. Per questo
le polveri sottili hanno innanzitutto un effetto irritante
sulle mucose respiratorie e possono essere causa di malattie
croniche dell’apparato respiratorio.
Gli ossidi di azoto.
Per ossidi di azoto s’intendono il monossido di azoto
e il biossido di azoto, gas che derivano dai processi di
combustione ad alte temperature. Mentre il monossido di
azoto, gas incolore, insapore e inodore, non è molto
tossico, il biossido di azoto, caratterizzato da un colore
giallo-rossastro e da un odore acre e pungente, è
un gas irritante e corrosivo.
Le principali fonti di biossido di azoto sono la combustione
che avviene nei motori degli autoveicoli ( non a caso dei
2 milioni di tonnellate di ossidi di azoto prodotti nel
nostro Paese, ben metà sono da imputare al traffico
veicolare ), impianti di riscaldamento, centrali termoelettriche,
cicli termici industriali, stufe, fornelli da cucina, fumo
di sigaretta.
Il biossido di azoto ha un’azione irritante sulle
mucose, in particolare su quelle respiratorie. Questo spiega
perché è considerato responsabile di disturbi
alle vie respiratorie ( dalle bronchiti all’enfisema
polmonare ) in particolare nelle persone che soffrono già
di malattie polmonari; viene ritenuto responsabile anche
di una diminuzione delle difese polmonari nel caso di un’esposizione
duratura anche a basse concentrazioni, condizione che ovviamente
predispone alle infezioni respiratorie.
Il benzene
E’ un derivato del carbone e del petrolio presente
nella benzina e in altri carburanti. A temperatura ambiente
appare sotto forma di liquido incolore; ha un odore intenso
e dolciastro e viene usato nel settore industriale per la
produzione di composti chimici, di gomme, lubrificanti,
inchiostri, solventi, pesticidi, collanti.
Le principali fonti di benzene sono, da un lato, il fumo
di tabacco e, dall’altro, i gas esausti degli autoveicoli;
a questi si aggiungono i vapori dei prodotti contenenti
benzene come colle, vernici, cere per mobili.
Il benzene, che viene classificato come cancerogeno per
l’uomo, è una sostanza che tende ad accumularsi
nei tessuti contenenti grassi e nel midollo osseo, con effetti
tossici diversi a seconda della durata dell’esposizione:
una breve esposizione può essere responsabile di
giramenti di testa, tachicardia, tremori, stati confusionali,
sonnolenza, problemi di memoria.
L’esposizione prolungata nel tempo può, invece,
causare tumori del sangue, leucemie e altre forme tumorali;
inoltre, può avere ripercussioni anche sugli organi
riproduttivi e provocare danni ai cromosomi.
L’ossido di zolfo
Per ossidi di zolfo si intendono l’anidride solforosa
e l’anidride solforica ( o biossido di zolfo ). Quest’ultimo
è un gas incolore, solubile in acqua e con un odore
pungente. Essendo pesante tende a depositarsi negli strati
bassi dell’aria. La sua produzione deriva dall’ossidazione
dello zolfo nel corso dei processi di combustione di materiali
che contengono questo elemento.
Si sprigiona biossido di zolfo, infatti, dalla combustione
di fossili e liquidi come il petrolio, il carbone e il gasolio.
Ne producono anche le industrie che lavorano le materie
plastiche e che si occupano di incenerimento dei rifiuti.
Una parte della sua produzione è da imputare al riscaldamento
domestico e alla produzione di energia elettrica.
Essendo un gas irritante, a basse concentrazioni può
comportare problemi all’apparato respiratorio come
asma, bronchiti e tracheite, forme di irritazione della
pelle, degli occhi e delle mucose. In caso di esposizione
anche breve, ma ad alte concentrazioni, può causare
un aumento del ritmo respiratorio e di quello cardiaco.
Gli idrocarburi policiclici aromatici
Sono composti organici contenenti benzene, poco solubili
in acqua, ma molto solubili nei grassi e in alcuni solventi
organici. La loro produzione deriva dalla combustione incompleta
di materiali organici; possono infatti derivare dalla combustione
di fossili e carburanti, dal riscaldamento domestico, dai
fornelli della cucina, dai camini e dagli incendi.
Alcuni idrocarburi aromatici ( sono circa 500 ) sono stati
classificati come probabili cancerogeni. A ogni modo, la
loro tossicità dipende dal tipo di idrocarburo.
I composti organici volatili
Si tratta di miscele di sostanze sotto forma di vapore che
sono presenti in diversi materiali: prodotti per la pulizia
della casa ( come cere, deodoranti spray, detergenti e paste
abrasive ), colle, adesivi, prodotti per l’auto, mobili
e tessuti.
Tra i possibili effetti acuti vi sono irritazione agli occhi,
naso e gola; inoltre, possono provocare vertigini, asma,
cefalea, nausea. L’esposizione duratura a questi composti
può essere ritenuta responsabile di tumore ai reni,
al fegato e al sistema nervoso centrale.
LE ALTERNATIVE ALL’AUTO
Visto che un’importante quota di inquinamento atmosferico
è da imputare al traffico veicolare, ecco le proposte
di Legambiente per cercare di ridurre l’inquinamento
dovuto alle auto:
- la trasformazione in corsie preferenziali
di almeno il 50% dei chilometri della rete del trasporto
pubblico di superficie nelle grandi città, così
da velocizzare gli spostamenti, rispettare gli orari di
partenza e di passaggio alle fermate;
- la creazione di un’isola pedonale
in ogni quartiere;
- la realizzazione di itinerari dedicati
alle biciclette: in questo modi si incentiva l’uso
delle due ruote anche per gli spostamenti quotidiani;
- l’incentivazione di altre forme
di trasporto oltre a quello pubblico: bus a chiamata,
taxi collettivi, car pooling ( la condivisione di un mezzo
di trasporto privato da parte di più persone che
percorrono lo stesso tragitto ) e il car sharing ( auto
che vengono noleggiate per un certo tempo );
- l’attivazione del “road
pricing” ossia di una tariffa per accedere a un’area
del centro cittadino. Il “road pricing”, introdotta
a Londra, ha avuto come effetto un calo del traffico nel
centro città del 20%;
- l’introduzione del pedaggio su
alcune statali: per disincentivare l’uso dell’automobile
a favore dei mezzi pubblici, potrebbe essere introdotto
un pedaggio quando si percorrono certe strade statali
molto congestionate;
- la tariffazione della sosta: le
tariffe dei parcheggi dovrebbero cambiare a seconda dell’area.
Dovrebbero essere più elevate dove c’è
una maggiore richiesta di posti auto e meno nei parcheggi
periferici, da cui poi si possono prendere i mezzi pubblici
per accedere al centro.
I CONSIGLI PER RIDURRE I DANNI
Purtroppo tutti sono esposti ai rischi connessi all’inquinamento
atmosferico. Tuttavia, per limitare i danni derivanti da un’esposizione
continua a gas e a particelle pericolose, si può adottare
qualche accorgimento:
- respirare con il naso, tenendo la bocca
chiusa. E’ una regola da insegnare anche ai bambini
visto che hanno la tendenza a respirare con la bocca aperta.
Le mucose nasali, infatti, costituiscono una sorta di
filtro naturale, poiché trattengono molte delle
polveri presenti nell’aria ( pare che siano efficaci
nel filtrare circa l’80% delle particelle inquinanti
). Non a caso, quando ci si soffia il naso dopo un’esposizione
in una zona molto inquinata, il muco appare grigiastro;
- ridurre le uscite e le passeggiate nei
momenti di maggiore traffico e nei giorni di grande inquinamento;
- se ci si sposta in bicicletta o a piedi,
cercare percorsi alternativi che passino attraverso parchi
e giardini;
- evitare assolutamente di fare attività
sportive o jogging nelle zone ad alta intensità
di traffico;
- non portare fuori i bimbi nei passeggini
nelle ore di punta in zone trafficate: si troverebbero
ad altezza dei tubi di scappamento e, quindi, sarebbero
più esposti al rischio di inalazione dei fumi di
scarico;
- in caso di ingorgo, non abbassare il
finestrino, per evitare di trasformare l’abitacolo
dell’auto in una camera a gas;
- non mangiare all’aria aperta nei
giorni in cui l’aria è molto inquinata: gli
agenti inquinanti si sciolgono bene nei grassi di cui
sono ricchi alcuni cibi;
- proteggere la pelle del viso, la più
esposta all’azione degli inquinanti ( penetrano
attraverso i pori della pelle ) con una crema idratante
al mattino e una accurata pulizia del volto alla sera;
- bere molta acqua per favorire lo smaltimento
delle scorie tossiche;
- mangiare molta frutta e verdura, ricche
di vitamine, nutrienti che combattono i radicali liberi,
la cui presenza aumenta per effetto degli agenti inquinanti;
- non acquistare frutta e verdura ai bordi
delle strade o nei negozi che espongono la merce su strade
trafficate;
- usare le mascherine quando ci si muove
nel traffico in bici o in moto, anche se non sono in grado
di trattenere tutti gli agenti inquinanti: per esempio,
le mascherine antipolvere non riescono a trattenere il
monossido di carbonio, mentre quelle di cellulosa non
trattengono il biossido di azoto;
- aerare i locali di casa solo nelle prime
ore della giornata, quando la concentrazione delle polveri
sottili è più bassa.
I COMPORTAMENTI AMICI DELL’ARIA
E’ vero che le problematiche dell’inquinamento
non possono essere affrontate dai singoli cittadini; servono
provvedimenti a livello locale, regionale e nazionale. Tuttavia,
è anche vero che ciascuno, nel proprio piccolo, può
contribuire a contenere l’inquinamento dell’aria.
Ecco qualche suggerimento:
- usare l’auto solo se necessario;
preferire i mezzi pubblici, la bicicletta o camminare;
- accelerare gradualmente e guidare a
velocità moderata, rispettando i limiti, così
da limitare la dispersione delle polveri sottili;
- usare carburanti diversi della benzina
e a minore impatto ambientale ( metano e Gpl );
- controllare la pressione delle gomme
dell’auto: se sgonfie, consumano di più;
- sottoporre l’auto a verifiche
periodiche ( come il bollino blu ) così che possa
funzionare in modo efficiente;
- spegnere il motore in caso di ingorghi
stradali;
- chiudere bene i contenitori di solventi
e dei prodotti chimici: il contatto con l’aria potrebbe
favorire l’evaporazione dei composti organici volatili;
- ridurre la quantità di smacchiatori
e solventi usati perché contenenti composti organici
volatili;
- accendere solo se necessario e regolarli
a una temperatura adeguata gli impianti di riscaldamento;
- sottoporre a controlli regolari e a
manutenzione gli impianti da combustione, soprattutto
le caldaie: molti gas inquinanti si sprigionano per via
di un non corretto funzionamento;
- usare lampadine a risparmio energetico
e non lasciare inutilmente le luci accese: le centrali
elettriche, infatti, bruciano combustibili, cha a loro
volta inquinano l’aria.
UN RISPARMIO ECOLOGICO
Siccome l’inquinamento dell’aria non è
dovuto solo alle auto, ma anche al lavoro delle centrali elettriche
da cui si alimentano gli elettrodomestici, che per funzionare
bruciano combustibili inquinanti, per il 14 febbraio Legambiente
ha organizzato la campagna d’informazione e di sensibilizzazione
sul tema dell’energia e dei consumi “Cambio di
clima”. Ecco 5 consigli per inquinare meno risparmiando
energia:
- sostituendo 5 lampadine da 100 W a incandescenza
con altrettante a basso consumo da 20 W, in un anno si
risparmiano 105 euro in bolletta;
- se si ha lo scaldabagno elettrico, lasciandolo
acceso solo 8 ore di notte al mattino si ha acqua calda
e in un anno si risparmiano 641 euro in bolletta;
- spegnendo la funzione stand-by del televisore
si risparmiano 24 euro in bolletta all’anno;
- facendo due cicli di lavatrice a settimana
a 40°C invece che a 90°C si risparmiano 37 euro
all’anno in bolletta;
- rinunciare per un giorno al mese all’auto,
preferendo la bicicletta o i mezzi pubblici oppure camminare.
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