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Confessioni a sorpresa La Toyota ibrida che ha convinto il più
polemico dei comici

GRILLO NEMICO DELL’AUTO?
“NON DI CERTE GIAPPONESI”

§ Tratto da Quattro Ruote di aprile 2004. Pag.22-23. Di Emilio Deleidi

Beppe Grillo si è innamorato. Niente di personale, per carità. S’è innamorato di un’idea, di una tecnologia. E, passionale com’è, ci mette l’anima per sostenerla. L’idea è quella dell’auto ibrida, con l’abbinamento di motore termico ed elettrico. In questo momento, chi meglio la rappresenta è Toyota, che ha appena lanciato la seconda generazione di “Prius”, unico modello del genere già venduto in un numero significativo di esemplari. Ma avrebbe potuto trattarsi di una qualsiasi altra Casa e per l’artista genovese non avrebbe fatto differenza. Grillo, infatti, ha deciso di sostenere quest’idea, di parlarne nei suoi spettacoli, di diventarne una sorta di testimonial. Del tutto volontario: “Sia chiaro” esordisce “che non voglio un soldo dalla Toyota. Non c’è un rapporto commerciale con loro, c’è un rapporto tecnologico. Io, la “Prius”, l’ho scoperta prima ancora che la vendessero in Italia. C’è una cassetta della televisione svizzera in cui ne parlo, mandata in onda almeno sei anni fa. Quello che m’interessa è far capire la tecnologia dell’ibrido, che può essere applicata a tutto. Quello che la Toyota vuole è diffondere questo tipo di mentalità: che si può fare una macchina, non rovinare l’ambiente, girare comodi e silenziosi, con soddisfazione”.
E’ così che l’attore inizia a sciorinare le sue teorie su come dovrebbe andare il mondo.

Grillo, ma lei è veramente un “nemico” dell’automobile?
No, no… Anch’io ero un fanatico, come tutti, della libertà, della mobilità. Però adesso siamo all’infarto. Qui dobbiamo riconcepire innanzitutto la ruota. La ruota, secondo me, ha fatto il suo tempo. La ruota è una delle tre invenzioni dell’uomo ( con il laser e la scissione dell’atomo ), non esiste in natura. La natura non si muove con le ruote, non esiste una quaglia a quattro ruote motrici. Si muove per osmosi, per caduta. Bisognerebbe trovare un altro modo per far spostare milioni, miliardi di persone. Con nastri trasportatori, rotaie, levitazione magnetica…. Ci saranno pure altri sistemi.

Pensa ancora, come diceva nei suoi spettacoli, che la benzina dovrebbe costare 5 euro al litro?
Secondo me l’energia deve costare molto, perché è dove costa molto che si sviluppano le nuove tecnologie. Il prezzo reale della benzina è di 5 euro il litro: è che i suoi costi esterni ( danni, inquinamento, disastri ) li sopportiamo tutti. La nostra è un’economia basata su sistemi vecchi, sorpassati, che fa pagare i costi agli altri. Invece, il concetto dovrebbe essere: chi rompe paga, chi inquina paga.

Ma non pensa che la gente si arrabbierebbe molto a pagare così cara la benzina? Con l’auto, in fondo, ci si diverte, si va anche in vacanza….
Ma la gente dovrebbe avere macchina che fanno 100 km con un litro. Non puoi far pagare quel prezzo per la benzina con le auto di oggi: dovresti avere uno di quei modelli che, invece, stanno nei musei. Come la Renault “Vesta 2”, che adesso è nel museo dell’auto di Parigi.

E’ sempre tutta colpa dei “cattivi”, dei petrolieri, degli industriali? Non è troppo semplice?
E’ colpa dei turboragionieri. Perché la Toyota mi ha incuriosito? Perché ha ideato un nuovo sistema di fare automobili. Il “just in time” lo hanno inventato i giapponesi, cioè il sistema di scaricare il “magazzino” delle automobili sulla gente.

Il “just in time” non è tanto positivo per l’ambiente: girano più camion, per trasportare i componenti…
Però loro hanno risparmiato. I giapponesi hanno tecnologie che sono avanti dei vent’anni. L’auto, invece, si basa ancora su tecnologie del 1870.

Continua a definirla “una stufa dell’Ottocento”?
E’ una stufa a quattro ruote motrici. Una stufa che disperde circa il 90% della propria energia per trasportare se stessa, un concetto ingegneristicamente superato. Abbiamo ancora il radiatore, i pistoni: sono cose dell’800, neanche del 900. Chi costruisce auto non riesce a uscire dalla sua ottica, fa macchine elettriche da 250 l’ora.

Eppure si sono visti prototipi interessanti, a idrogeno
Sì, ma fan tutti così. Le case automobilistiche prendono sovvenzioni dallo Stato per fare prototipi, costruiscono il loro prototipo e poi lo lasciano lì. Il loro sistema è mettersi d’accordo, non farsi concorrenza, far arrivare la produzione di auto diesel più o meno allo stesso livello di quella delle auto a benzina e basta. Il resto sono balle.

Lei ha sostenuto un’auto progettata per conto di Greenpeace. Che fine ha fatto?
Non frega niente a nessuno. Invece, basterebbero piccoli accorgimenti. Le macchine devono essere leggere, riciclabili. Bisogna anche superare certe abitudini emotive: l’auto elettrica è silenziosa, mentre alla gente piace il rombo del motore.

Ci vuole un salto di mentalità, perché l’auto è ancora un oggetto fortemente emozionale.
Ma è giusto, bisogna fare degli oggetti emotivi. Come lo Swatch, che ha fatto il mazzo a tutti gli orologiai del mondo. L’auto dovrebbe essere come lo Swatch: emozionale, economica, leggera e vivace.

La Smart avrebbe dovuto essere lo Swatch delle auto.
Era l’idea originale di Hayeck e della Volkswagen: un’auto piccola, leggera, scomponibile, elettrica, a idrogeno. Invece, hanno fatto la quinta macchina per chi ne ha già quattro. Ma è una mentalità morta, di produttori morti.

Pensa che l’industria sia troppo conservatrice?
Questa industria è morta, in mano a manager che rubano agli azionisti con le stock options, con l’insider trading. Abbiamo una generazione di finti imprenditori che sono completamente ladri. E’ il sistema industriale che è imploso. Ma la parola d’ordine è “deregolare”, non mettere più regole.

Allora serve una rivoluzione?
Siamo già nella rivoluzione. Mi dispiace se non ve ne siete accorti, ma è già iniziata. Peccato, però, che l’Italia oggi sia il fanalino di coda del mondo; ormai è trentesima in tutto. Noi eravamo quelli di Fermi, Olivetti, Piaggio, insegnavamo agli americani come fare un calcolatore. In trent’anni ci siamo ridotti così. Io non ci sto.

Però le auto di oggi sono molto più sicure.
Intendiamoci, le macchine sono migliorate. Però sono più sicure quella da 50.000 euro. L’ultima BMW ha otto airbag, se tamponi diventa un canotto a 8 posti… E noi pensiamo di fare sicurezza con l’accensione obbligatoria delle luci di giorno. Una truffa ai danni degli italiani e dell’ambiente. Vuol dire consumare all’anno 41 litri di carburante a testa di più. Moltiplicato per 37 milioni di veicoli, significa 1,5 miliardi di litri. Ovvero 2000 miliardi di vecchie lire di tasse sui carburanti che finiscono nelle casse dello Stato. Così inquiniamo di più e finanziamo lo Stato.